Dal 12 agosto 2026 il PPWR è diventato applicabile. E se tra luglio e agosto avete ricevuto più richieste di documenti sugli imballaggi che ordini, sappiate che siete in buona compagnia. Le aziende del settore sono state letteralmente sommerse da domande, dichiarazioni, certificazioni, composizioni, PFAS, metalli pesanti, riciclabilità. A volte richieste precise, altre volte un più generico: «Mandateci tutte le certificazioni che avete».

Comprensibile, ma non del tutto corretto. Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (UE 2025/40) cambia parecchie cose, perché diventa sempre più importante conoscere le caratteristiche degli imballaggi per poi poter risalire alla documentazione che ne dimostra la conformità.

Cosa significa davvero “imballaggi conformi PPWR”?

Partiamo da un equivoco che abbiamo incontrato spesso: non esiste una generica “certificazione PPWR” da chiedere indistintamente per qualsiasi imballaggio.

Il Regolamento introduce invece requisiti e responsabilità differenti lungo la filiera, dalla presenza di determinate sostanze alla riciclabilità, dal contenuto di riciclato alla minimizzazione degli imballaggi, fino a etichettatura e riutilizzo. Ma soprattutto il regolamento non entra tutto in vigore nello stesso momento.

PPWR: le date da ricordare

Per orientarsi senza trasformare l’ufficio acquisti in uno studio legale, possiamo sintetizzare così:
  • 12 agosto 2026 → il PPWR diventa applicabile e partono i primi obblighi, tra cui quelli relativi a determinate sostanze e alla gestione della conformità.
  • 2028 → arrivano nuovi requisiti su minimizzazione ed etichettatura armonizzata.
  • 2030 → è lo snodo principale: riciclabilità, percentuali minime di plastica riciclata per gli imballaggi interessati, limiti allo spazio vuoto e obiettivi di riutilizzo per specifiche categorie.
  • 2035 → entra in gioco anche la riciclabilità su larga scala.
Il calendario completo è naturalmente più articolato e diversi aspetti dipendono dagli atti delegati e di esecuzione previsti dal Regolamento. CONAI mette a disposizione una timeline dettagliata per orientare le imprese tra le diverse scadenze.

Il vero cambiamento? Mettere ordine nei documenti

Per ottemperare al meglio agli obblighi imposti dal nuovo regolamento, in Sofair abbiamo istituito la figura del Responsabile compliance, sostenibilità e sistemi di gestione. Il suo lavoro parte molto prima della richiesta del cliente: coordina il team, raccoglie le informazioni provenienti dai produttori, verifica e cataloga la documentazione e la collega ai singoli prodotti commercializzati.

Non è semplicemente un archivio dove accumulare PDF. È la base documentale che permette di ricostruire le caratteristiche e la conformità dei prodotti e, quando Sofair assume il ruolo di fabbricante previsto dal PPWR, consente al Responsabile Compliance di predisporre la documentazione necessaria alla redazione della relativa dichiarazione UE di conformità. francesca monico

Come spiega Francesca Monico, socio dirigente di Sofair e fortunata vincitrice del ruolo di responsabile compliance: «In questi mesi ci siamo resi conto di quanto sia complesso questo lavoro – spiega Francesca -. Per ogni prodotto dobbiamo raccogliere la documentazione corretta, verificarla, catalogarla e mantenerla aggiornata. È sulla base di tutte queste informazioni che possiamo gestire le dichiarazioni di conformità di nostra competenza e rispondere in maniera puntuale alle richieste dei clienti.

È un’attività impegnativa, anche in termini di tempo e risorse, ma credo che cambierà profondamente il mondo degli imballaggi: la conformità non potrà più essere qualcosa di cui ci si occupa quando un cliente la chiede. Dovrà diventare parte della gestione quotidiana dell’azienda. Per tenere traccia di tutta la parte documentale abbiamo istituito una procedura e aperto una casella e-mail ppwr@sofair.it dedicata appositamente ad accogliere tutte le richieste e a rispondere ad eventuali domande dei clienti».

Imballaggi conformi PPWR: cosa deve chiedere chi acquista?

Per un responsabile acquisti, districarsi nel PPWR significa prima di tutto evitare la caccia indiscriminata alle certificazioni. Conviene invece:
  • identificare precisamente l’imballaggio acquistato;
  • capire il ruolo degli operatori coinvolti;
  • richiedere la documentazione pertinente a quel prodotto;
  • conservare le informazioni ricevute in maniera organizzata;
  • verificare con il fornitore eventuali dubbi o aggiornamenti normativi.

Dal 27 settembre cambiano anche i Green Claims

Mentre le aziende stanno ancora prendendo confidenza con il PPWR, c’è già un’altra data da segnare: 27 settembre 2026. Da quel giorno si applicano le disposizioni introdotte dalla Direttiva UE 2024/825 per rafforzare la tutela contro le pratiche commerciali ingannevoli legate anche alle dichiarazioni ambientali.

Nel packaging significa prestare ancora più attenzione a parole come green, ecologico o sostenibile: i benefici ambientali dichiarati devono essere specifici e adeguatamente supportati, mentre determinati claim ambientali generici vengono espressamente vietati.

In fondo PPWR e nuove regole sui Green Claims stanno portando nella stessa direzione: meno parole e più documenti. Per chi acquista imballaggi significa fare domande più precise. Per chi li produce e li distribuisce significa costruire procedure capaci di raccogliere informazioni, verificarle e mantenerle aggiornate.

Se cerchi aiuto o vuoi un confronto sul mondo degli imballaggi e il PPWR:

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2 settembre 2026