Nel settore dell’imballaggio si utilizzano ogni giorno termini tecnici che non sempre sono immediati. Tra schede prodotto, schede tecniche, preventivi e operazioni di magazzino, comprendere il significato corretto di alcune parole è fondamentale per evitare errori e fraintendimenti.

In questa pagina abbiamo raccolto i principali termini tecnici dell’imballaggio, spiegandoli in modo chiaro e contestualizzato, per aiutare aziende e operatori a orientarsi tra materiali, processi e soluzioni.

I termini riportati di seguito sono quelli più utilizzati nel mondo dell’imballaggio industriale e logistico. Le definizioni hanno lo scopo di chiarire il contesto d’uso, non di sostituire schede tecniche o normative di riferimento.

1. AUTOCONSUMO

L’operazione attraverso la quale un produttore di imballaggi utilizza altri imballaggi (da lui stesso fabbricati) per confezionare i propri prodotti.

2. ECONOMIA CIRCOLARE

Un tema di stretta attualità, che può spaziare dalla creazione e l’ideazione di prodotti più sostenibili attraverso materiali riciclati e riciclabili, alla riduzione dei rifiuti e all’educazione al riuso. Il termine economia circolare viene impiegato proprio perché come un cerchio un prodotto parte da un determinato punto attraversando tutta la circonferenza per ripresentarsi poi nella stessa posizione sotto un’altra veste. Non c’è quindi un capolinea, con la trasformazione che è in grado non solo di dare nuova vita alle materie prime ma anche di generare indotto e lavoro. Non ne è esente il mondo degli imballaggi, e uno degli esempi più in voga del momento è quello ad esempio delle tritacartoni: macchine ideate e pensate per trasformare i cartoni di smaltimento dei magazzini in materiale da riempimento per gli imballaggi.

3. IMBALLAGGIO vs PACKAGING

I due mondi non si schierano l’uno contro l’altro, ma sono due diverse sfaccettature dello stesso scopo. L’imballaggio ha infatti il compito principale di preservare, tutelare e proteggere un prodotto dai possibili incidenti di percorso durante il processo che porta dalla produzione al consumo finale. Il packaging è piuttosto il vestito che un prodotto deve indossare per convincere il consumatore, per renderlo immediatamente riconoscibile, per posizionarlo sul mercato e renderlo appetibile.

4. IMBALLAGGIO PRIMARIO

Si tratta dell’imballaggio più prossimo al prodotto finale, ovvero quello concepito in modo da costituire un’unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore”. Che, detto in parole semplici, è la confezione che vediamo direttamente sullo scaffale del supermercato, all’interno del negozio o nel frigorifero di un bar. Quindi potrebbe essere il sacchetto che contiene i biscotti, il flacone del detersivo piuttosto che la bottiglia di una bibita o il pacco di pasta.

5. IMBALLAGGIO SECONDARIO

In generale l’imballaggio secondario raggruppa un determinato numero di singoli prodotti pronti al consumo. Il prodotto, una volta tolto dall’imballaggio secondario, si presenta nel suo imballaggio primario pronto all’uso. Un esempio? La confezione che raggruppa un certo numero di lattine di pelati, la plastica che consente il trasporto di sei bottiglie d’acqua, il cartone che contiene i succhi di frutta. Questo tipo di imballaggio può essere funzionale alla vendita, oppure anche semplicemente facilitare il trasporto.

6. IMBALLAGGIO TERZIARIO

Ovvero l’imballaggio dedicato al trasporto, quello che facilita le operazioni di spedizione, stoccaggio e consegna presso le varie destinazioni. Più in generale si può dire che sia destinato a proteggere e a facilitare la movimentazione delle merci durante il percorso.

7. PLASTICA BIODEGRADABILE

Si tratta di una plastica che può essere decomposta da batteri o funghi quando si trova in un ambiente acquatico, gassoso o costituito da biomassa. È necessario uno specifico lasso di tempo, particolari condizioni climatiche e la presenza di ossigeno o microorganismi capaci di digerirla.

8. PLASTICA COMPOSTABILE

Una plastica ricavata dalla biomassa (ovvero un materiale di origine biologica, come l’amido di mais, di grano, di tapioca, di patate), che non contiene alcun componente di origine fossile (derivato da carbone o petrolio). Come ad esempio le “patatine BIO” per il riempimento.

9. PLASTICA RICICLATA

Viene definita riciclata la plastica che ha già vissuto una “prima vita” sotto forma di prodotto. Questa viene raccolta attraverso la raccolta differenziata per creare una nuova materia prima, destinata alla creazione di altri prodotti.

10. SOSTENIBILITÀ

Il dizionario riporta queste esatte parole: che si può sostenere, che può essere affrontato, che può essere sopportato. Un imballaggio è sostenibile quando viene pensato e ideato per creare il minor impatto ambientale possibile, pur mantenendo inalterate le proprie proprietà.

Le buone pratiche in questo ambito possono essere il risparmio della materia prima, la riduzione all’essenziale dei materiali d’imballo, l’utilizzo di materiale riciclabile o riciclato, lo svolgimento di una puntuale attività di differenziazione e riciclo dei materiali. Anche il mondo del packaging sta sempre di più inseguendo questa nuova tendenza che mira alla tutela dell’ambiente.

Comprendere i termini tecnici dell’imballaggio è il primo passo per fare scelte più consapevoli, evitare fraintendimenti e dialogare in modo più efficace con fornitori e partner. Questo glossario nasce per offrire un riferimento chiaro e accessibile, da consultare quando serve, senza la pretesa di essere esaustivo. Nel mondo dell’imballaggio, conoscere le parole giuste aiuta a leggere meglio processi, materiali e soluzioni.

Ultimo aggiornamento 4 febbraio 2026