Non fare niente sembra semplice, ma ci vuole del metodo per riuscirci dopo un anno intenso di lavoro! Ci vogliono preparazione, metodo e una spiccata capacità di ignorare notifiche e sensi di colpa.

buone vacanze sofairBisognerà essere forti (come Fabio, Luigi e Francesca nella foto 😅), e al tempo stesso cercare di non analizzare qualsiasi cosa sia contenuta in una scatola: «Avrebbero potuto usare il nastro da 35 my» oppure raggiungendo Bellaria Igea Marina bisognerà riuscire a non guardare fuori dall’Autostrada pensando «Aspetta che mi segno il nome di quell’azienda lì». No, nein, verboten!

Per aiutarvi in questo difficile cammino abbiamo pensato di preparare un breve manuale tecnico dedicato a una delle attività più sottovalutate dell’estate: fermarsi. Nessun obiettivo da raggiungere, nessun risultato da misurare, nessuna call finale di allineamento. Solo poche istruzioni per non fare niente, ma farlo bene!

  1. Scegli il luogo adatto

Una corretta inattività richiede un ambiente compatibile. Sono considerati idonei:
  • una sedia all’ombra, possibilmente reclinabile; russare non sarà considerato mancanza di bon ton;
  • una spiaggia non eccessivamente affollata, ma anche se fosse affollata pazienza;
  • un balcone con una discreta corrente d’aria, possibilmente vista monti;
  • qualsiasi posto nel quale nessuno, grande o piccino, chieda «hai un attimo?».
Non risulteranno altresì conformi:
  • il garage da sistemare;
  • la cantina da riordinare;
  • le persiane da pulire;
  1. Rimuovere le fonti di interferenza

Prima di iniziare, spegnere o allontanare:
  • notifiche di qualsiasi genere: dalla mail, alla app del Bimby che ti suggerisce le 10 ricette dell’estate a basso contenuto di zucchero;
  • gruppi WhatsApp di qualsiasi tipo: dalla chat del calcetto a quella dell’🐝 in centro con le amiche, da quella dell’asilo a quella del catechismo;
  • sveglie non necessarie, specie quelle preimpostate con l’orario settimanale di lavoro;
  • promemoria vari;
  • persone eccessivamente operative.
La modalità silenziosa è ammessa, mentre la modalità aereo è fortemente consigliata. La frase «rispondo solo a questa» annulla immediatamente la procedura con la necessità di tornare al punto 1.
  1. Non trasformare il riposo in prestazione

Durante la fase di inattività non è obbligatorio:
  • leggere cinque libri, compresa l’intera bibliografia di Proust;
  • visitare dodici città carinissime consigliate da Luca Sardella nel 1982;
  • andare a correre ogni mattina al ritmo di Mennea;
  • imparare a parlare l’aramaico, a suonare l’ukulele, a recitare come Leo in “Prova a prendermi”;
  • tornare con una nuova versione di sé.
È sufficiente arrivare a sera senza aver prodotto niente di particolarmente utile: il riposo non deve essere ottimizzato.
  1. Rispettare i tempi tecnici

Per essere efficace, l’inattività deve avere una durata minima: per esempio cinque minuti non sono riposo, sono una pausa tra due cose.

Venti minuti possono essere considerati un primo step. Un pomeriggio intero rappresenta invece una corretta applicazione del protocollo. In caso di sonnellino non programmato (guilty pleasure top dei top), non intervenire e lasciar andare.
  1. Evitare le attività travestite da relax

Alcune attività sembrano riposanti, ma nascondono un elevato carico operativo. Tra queste:
  • riorganizzare tutte le foto del telefono, cercando di svuotare la galleria dalle 120.000 foto tutte uguali.
  • svuotare la posta elettronica;
  • preparare un programma dettagliato per settembre;
  • fare una lista delle cose da fare durante le ferie.
In presenza di una tabella Excel, la procedura deve considerarsi compromessa e sarà necessario tornare al punto 1.
  1. Accettare il vuoto

Può capitare anche di non sapere cosa fare, ed è normale. Non è necessario aprire subito un’app, avviare una serie o cercare un nuovo passatempo. In alcuni casi si può semplicemente restare fermi e guardare fuori. Anche senza fotografare il tramonto.

Ah, vietato postare con hashtag imbarazzanti quali #semplicementenoi #dayoff #livingmyfamily #holidaymood #travelgram
  1. Gestire correttamente i sensi di colpa

Durante l’inattività può comparire la sensazione di stare perdendo tempo: non va assecondata. Il tempo non è perso solo perché non produce un risultato visibile. In caso di dubbi, ripetere: «Posso non fare niente senza doverlo giustificare».

Fare ampi respiri, abbassare il battito e ripetere fino al completo rallentamento.
  1. Errori comuni

Gli errori più frequenti sono:
  • dire «ne approfitto per portarmi avanti»;
  • iniziare una piccola sistemazione che dura tre giorni in pieno clima sahariano;
  • accettare una telefonata «veloce» che dura quanto un pranzo di Natale;
  • raccontare a tutti quanto si è impegnati a rilassarsi.
Se si verifica uno di questi casi, interrompere immediatamente l’attività e tornare al punto 1.
  1. Verifica finale

La procedura può considerarsi completata quando:
  • non si conosce con precisione il giorno della settimana;
  • il telefono è rimasto lontano per più di un’ora;
  • è stato fatto almeno un sonnellino non previsto;
  • nessuno ha prodotto grafici, report o presentazioni;
  • alla domanda «cosa hai fatto oggi?» la risposta è «niente di che».
Fermarsi non significa sprecare tempo, significa lasciare un po’ di spazio tra una cosa e l’altra senza sentire subito il bisogno di riempirlo.

Siamo abituati a pensare che ogni momento debba servire a qualcosa: produrre, organizzare, recuperare, anticipare. In questo modo anche il riposo finisce per diventare un compito da svolgere bene, con programmi, obiettivi e risultati da raccontare al rientro.

Negli imballaggi il vuoto va gestito con attenzione, perché può creare instabilità, aumentare i volumi e mettere a rischio ciò che contiene. Nella vita, invece, non tutto lo spazio vuoto è un problema da risolvere. A volte è proprio quello spazio a permetterci di rallentare, rimettere in ordine i pensieri e tornare con un po’ più di energia.

Per qualche giorno, quindi, lasciamo il vuoto esattamente dov’è.

Buona inattività, ci vediamo al rientro: Sofair rimarrà chiusa dal 7 agosto al 24 agosto 2026 compresi!

Buone vacanze!

Lo staff di Sofair