C’è però una cosa che ci ricorda spesso: ogni spedizione prima di arrivare a destinazione affronta molti più passaggi di quanti immaginiamo. Viene movimentata, impilata, caricata, scaricata e sottoposta a vibrazioni che dall’esterno non sempre lasciano segni evidenti.
È proprio da qui che bisogna partire quando un’azienda vuole ridurre i resi per danni da trasporto. Il punto non è cercare un colpevole tra chi ha preparato il pacco e chi lo ha consegnato, ma capire se l’imballaggio era adatto al prodotto, al peso e alle sollecitazioni del viaggio.
Il pacco può sembrare integro, ma il prodotto potrebbe non esserlo
Durante la spedizione un collo viene sollevato, spostato, impilato e sottoposto a vibrazioni: non tutti i danni lasciano segni evidenti sulla scatola esterna. Se il cartone arriva schiacciato, il problema è abbastanza facile da individuare. Se invece il pacco è intatto ma il contenuto presenta graffi o rotture, occorre analizzare ciò che è accaduto all’interno.Le cause più frequenti sono semplici:
- la scatola è troppo grande e il prodotto si muove;
- il materiale di riempimento occupa spazio, ma non blocca davvero il contenuto;
- più articoli si urtano tra loro;
- il prodotto è troppo vicino alle pareti esterne;
- la scatola o il nastro non sono adatti al peso della spedizione.
Se vuoi ridurre i resi per danni da trasporto, osserva i reclami
Quando aumentano i resi, la tentazione è quella di passare subito a una scatola più robusta o raddoppiare il riempimento. Potrebbe funzionare, ma potrebbe anche far crescere costi e tempi senza eliminare la causa. Conviene partire dai reclami già ricevuti e raccogliere sempre le stesse informazioni:- quale prodotto si è danneggiato;
- quale scatola e quale protezione sono state utilizzate;
- dove si trova il danno;
- se la confezione esterna presenta urti o schiacciamenti;
- se nel pacco erano presenti altri articoli;
- quale tratta e quale servizio di spedizione sono stati utilizzati.
Protezione e riempimento, le due componenti imprescindibili della spedizione
Protezione e riempimento vengono spesso considerati la stessa cosa, ma nella preparazione di una spedizione svolgono funzioni diverse.La protezione difende il prodotto da urti, graffi, pressioni e vibrazioni, mentre il riempimento serve soprattutto a bloccarlo e a impedire che si muova all’interno della scatola. Per questo ciascuna richiede materiali, valutazioni e accorgimenti differenti. Solo quando lavorano insieme, in modo coerente con peso, forma e fragilità della merce, l’imballaggio può davvero ridurre il rischio di danni durante il trasporto.
Controllare lo spazio vuoto
Una scatola molto più grande del prodotto non offre automaticamente maggiore protezione: se il contenuto può muoversi, ogni spostamento durante il trasporto diventa un possibile urto.Prima di chiudere il pacco, è utile sollevarlo e inclinarlo con cautela. Se il prodotto si sposta il sistema di bloccaggio va corretto.
Anche una scatola troppo stretta può creare problemi. Senza una distanza adeguata dalle pareti l’urto viene trasferito direttamente al contenuto. Gli oggetti spigolosi inoltre possono premere sul cartone fino a perforarlo.
La scatola deve quindi avere una misura coerente con il prodotto e lasciare lo spazio necessario per una protezione efficace, senza trasformarsi in un piccolo monolocale per una vite di ricambio.
Scegliere la protezione in base al rischio
Carta, pluriball, foam e protezioni in cartone non svolgono tutti la stessa funzione.Alcuni materiali servono principalmente a riempire gli spazi vuoti, altri ad avvolgere il prodotto, assorbire gli urti, proteggere le superfici o separare articoli diversi.
La scelta dipende dalle caratteristiche della spedizione. Un prodotto leggero può essere immobilizzato con cuscini ad aria, mentre un articolo pesante o con bordi appuntiti richiede soluzioni più resistenti. Un oggetto delicato può aver bisogno di un avvolgimento completo, mentre più componenti nella stessa scatola devono essere separati per evitare sfregamenti.
Prima di scegliere il materiale, bisogna quindi rispondere a una domanda: da quale rischio dobbiamo proteggere il prodotto?
Trasformare il reclamo in un’informazione utile
Un cliente che segnala un danno può aiutare l’azienda a individuare un problema che in magazzino non è visibile. È utile chiedere poche fotografie precise: la scatola esterna, la posizione del prodotto al momento dell’apertura, il materiale protettivo e il dettaglio del danno.La richiesta deve però rimanere semplice. Il cliente ha già ricevuto un prodotto rovinato: non dovrebbe essere costretto anche a condurre un’indagine da CSI sul pacco. Le informazioni raccolte devono poi tornare al magazzino e agli acquisti. Se i reclami rimangono soltanto nel servizio clienti, l’imballaggio continuerà a essere preparato nello stesso modo.
Ridurre i resi per danni da trasporto significa guardare il pacco con gli occhi del cliente
Per ridurre i resi per danni da trasporto, bisogna seguire idealmente la spedizione fino al momento dell’apertura. La scatola deve resistere, il prodotto non deve muoversi, gli articoli non devono entrare in contatto e ogni materiale deve svolgere una funzione precisa. Raccogliere i dati dei reclami e testare piccoli miglioramenti permette di intervenire in modo concreto, senza aumentare alla cieca quantità di imballaggio e costi.Se vuoi analizzare le criticità delle tue spedizioni, il team Sofair può aiutarti a valutare scatole, materiali protettivi e procedure di confezionamento in base ai prodotti che devi trasportare.
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21 luglio 2026