Il 2026 porta alcune novità operative sul contributo Conai 2026, con aggiornamenti che riguardano in particolare plastica, carta e bioplastiche compostabili. Questa guida non va però letta come definitiva per tutto l’anno: Conai ha già anticipato che verranno comunicati eventuali adeguamenti per la seconda parte del 2026, in particolare per quanto riguarda la plastica.

È quindi un quadro aggiornato destinato a evolversi, ma gli adeguamenti (questo aggiornamento è di maggio 2026) sono inizialmente stai sospesi a causa della crisi geopolitica che ha attanagliato tutto il globo e poi rettificati con decorrenza ottobre 2026.

In questo articolo trovi un riepilogo chiaro e operativo, con focus sui materiali che interessano maggiormente molte aziende: plastica e carta.

Contributo Conai 2026: le variazioni principali

Dall'1 gennaio 2026 sono entrate in vigore alcune modifiche al contributo ambientale:
  • aggiornamenti sulle fasce della plastica;
  • conferma del sistema diversificato per la carta;
  • aumento previsto per la plastica biodegradabile e compostabile dal 1° luglio 2026;
  • aggiornamento di alcune soglie per le procedure semplificate e per i rimborsi export.
Vediamo cosa significa in concreto.

Plastica: sistema a nove fasce e modifica CAC da ottobre 2026

Il seguente sistema a nove fasce per gli imballaggi in plastica resta in vigore fino al 30 settembre 2026:

  • Fascia A1.1 → 40 €/t
  • Fascia A1.2 → 87 €/t
  • Fascia A2 → 258 €/t
  • Fascia B1.1 → 219 €/t
  • Fascia B1.2 → 228 €/t
  • Fascia B2.1 → 611 €/t
  • Fascia B2.2 → 724 €/t
  • Fascia B2.3 → 785 €/t
  • Fascia C → 790 €/t
È notizia del 25 maggio 2026 che a partire dall'1 ottobre 2026 il CAC subirà alcune variazioni. Il Consiglio di amministrazione CONAI ha deliberato i seguenti valori per gli imballaggi in plastica:

  • Fascia A1.1 → da 40 €/tonnellata a 51 €/tonnellata;
  • Fascia A1.2 → da 87 €/tonnellata a 92 €/tonnellata;
  • Fascia A2 → da 258 €/tonnellata a 264 €/tonnellata;
  • Fascia B1.1 → da 219 €/tonnellata a 260 €/tonnellata;
  • Fascia B1.2 → da 228 €/tonnellata a 304 €/tonnellata;
  • Fascia B2.1 → da 611 €/tonnellata a 639 €/tonnellata;
  • Fascia B2.2 → da 724 €/tonnellata a 856 €/tonnellata;
  • Fascia B2.3 → da 785 €/tonnellata a 917 €/tonnellata;
  • Fascia C → da 790 €/tonnellata a 922 €/tonnellata.
La struttura resta invariata, ma sono stati aggiornati alcuni inquadramenti tecnici a seguito di verifiche su riciclabilità e selezionabilità. Ad esempio: gli imballaggi e accessori in PVC e quelli contenenti carbon black che ostacolano il riciclo rientrano in Fascia C, con il contributo più elevato.

Bioplastica compostabile

Per la plastica biodegradabile e compostabile è previsto un incremento nel corso dell’anno:

  • dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 → 130 €/t;
  • dal 1° luglio 2026 → 246 €/t.
Un aumento significativo nella seconda metà dell’anno, che richiede attenzione soprattutto per chi utilizza sacchi o film compostabili in modo continuativo.

Carta: sistema a otto fasce confermato

Anche per il 2026 il contributo Conai per la carta mantiene il sistema a otto fasce:

  • Monomateriale → 45 €/t;
  • Compositi tipo A → 45 €/t;
  • Compositi B1 certificati → 55 €/t;
  • Compositi B2 non certificati → 70 €/t;
  • CPL → 115 €/t;
  • Compositi C1 certificati → 110 €/t;
  • Compositi C2 non certificati → 155 €/t;
  • Compositi tipo D → 285 €/t.
Per le aziende che utilizzano imballaggi compositi a base carta, la classificazione corretta può incidere in modo concreto sul contributo applicato.

Procedure semplificate e soglie aggiornate

Sono aggiornati anche i contributi forfettari per l’importazione di imballaggi pieni:
  • Forfettaria “per tara” → 109 €/t (110 €/t dal 1° luglio);
  • Procedura semplificata “a valore” prodotti alimentari → 0,19%;
  • Procedura semplificata “a valore” prodotti non alimentari → 0,10%.
Viene inoltre raddoppiata la soglia per il rimborso del contributo sulle esportazioni, che passa da 25.000 a 50.000 euro.

A partire dall'1 ottobre 2026 le rimodulazioni previste avranno effetti anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, riassunti in tabella:
  • Forfettaria “per tara” → 131 €/t (110 €/t dal 1° luglio);
  • Procedura semplificata “a valore” prodotti alimentari → 0,25%;
  • Procedura semplificata “a valore” prodotti non alimentari → 0,11%.
Per molte aziende esportatrici questo è un elemento da verificare attentamente.

Lo strumento “Codice Imballaggio” di Conai

Per orientarsi nel sistema del contributo Conai 2026, Conai mette a disposizione uno strumento online molto utile: il portale “Codice Imballaggio”.

La piattaforma aiuta aziende e uffici acquisti a individuare correttamente:
  • la classificazione dell’imballaggio;
  • la fascia contributiva di riferimento;
  • le indicazioni per il corretto smaltimento.
In un sistema sempre più articolato, questo strumento riduce il rischio di errori, soprattutto per imballaggi compositi o strutture in plastica più complesse. È particolarmente utile quando si introducono nuovi materiali o si modificano strutture esistenti.

La classificazione finale dipende sempre dalla composizione reale dell’imballaggio, ma una verifica preventiva può evitare rettifiche successive o contestazioni.

Uno sguardo ai prossimi mesi: possibile aumento per la plastica

Le analisi più recenti mostrano qualche segnale positivo sul fronte dei ricavi derivanti dalle aste di alcune tipologie di materiale, che rappresentano poco più di un quarto del totale gestito. Un andamento influenzato anche dagli attuali equilibri internazionali.

Resta però forte la pressione sui costi dell’intera filiera, dovuta soprattutto all’aumento dei volumi trattati dal sistema consortile e, di conseguenza, alla crescita delle spese legate a raccolta, selezione e riciclo. A incidere ulteriormente è anche la difficoltà di collocamento di una parte dei materiali riciclati, circa un terzo del totale, in particolare quelli privi di un mercato stabile come gli imballaggi appartenenti alle fasce B2 e C.

Per chi acquista e gestisce imballaggi, il consiglio è semplice: evitare decisioni affrettate e mantenersi aggiornati per pianificare eventuali adeguamenti senza impatti sui costi.

Cosa significa tutto questo per chi acquista imballaggi?

Il contributo Conai 2026 non è una voce neutra in fattura. La corretta fascia incide sul costo finale dell’imballaggio: una classificazione errata può generare differenze rilevanti, soprattutto nella plastica, dove si passa da poche decine a diverse centinaia di euro a tonnellata.

Nel caso della carta, la certificazione della riciclabilità non è solo un tema ambientale, ma anche economico.

Per il 2026 può essere utile:
  • verificare la fascia contributiva dei principali imballaggi utilizzati;
  • controllare eventuali riclassificazioni intervenute;
  • valutare se esistono alternative tecniche più coerenti;
  • rivedere le procedure in caso di importazione o export.
  • prestare particolare attenzione al greenwashing (se hai dubbi leggi il nostro approfondimento)
Il contributo ambientale è una variabile di costo che può essere gestita con maggiore consapevolezza, evitando sorprese a metà anno.

Se vuoi approfondire come il contributo Conai 2026 incide sui tuoi imballaggi in plastica o carta, possiamo analizzare insieme le tipologie utilizzate e verificare fascia, classificazione e possibili ottimizzazioni.

Un confronto tecnico spesso evita errori che poi si trascinano per mesi:

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Qui puoi sempre trovare la Guida CONAI 2026 completa.

Ultimo aggiornamento 15 aprile 2026