Nei giorni scorsi Sofair ha sostenuto l’audit previsto dalla UNI/PdR 125:2022. L’esito è stato positivo: per il secondo anno consecutivo l’azienda ha confermato la certificazione parità di genere.

Un passaggio che non cambia le persone dall’oggi al domani, ma che racconta come un’azienda sceglie di lavorare su temi delicati con metodo e continuità, evitando interventi estemporanei.

Certificazione parità di genere: quando le regole diventano pratica

La certificazione parità di genere non si limita a verificare dichiarazioni di principio, piuttosto chiede alle aziende di dimostrare come gestiscono davvero le persone, le opportunità e i contesti di lavoro.

Per Sofair questo percorso ha significato mettere ordine in diversi ambiti operativi, rendendo più strutturato ciò che prima era affidato soprattutto all’esperienza e al buon senso.

Formazione e comunicazione interna più strutturate

Uno dei primi ambiti riguarda la formazione. Non solo la sua erogazione, ma il controllo nel tempo: pianificazione, tracciamento delle attività e coerenza con i ruoli aziendali.

Accanto a questo, è stata rafforzata la comunicazione interna su temi sensibili, creando strumenti e momenti dedicati per affrontare argomenti che incidono direttamente sul clima di lavoro, ma che spesso restano impliciti.

Work life balance e welfare: strumenti concreti oltre alla documentazione

Il percorso legato alla certificazione ha portato anche a una riflessione più strutturata sul work life balance. Oltre a una maggiore attenzione organizzativa, Sofair ha avviato il monitoraggio e l’analisi di nuovi sistemi di welfare aziendale, valutando nel tempo quali soluzioni siano davvero utili e sostenibili.

L’obiettivo non è aggiungere benefit in modo indiscriminato, ma costruire strumenti coerenti con i bisogni reali delle persone.

Mobilità interna e percorsi di crescita più leggibili

Tra gli aspetti affrontati c’è anche il tema della mobilità interna, sia verticale che orizzontale.

Sono state introdotte nuove proposte per rendere più chiari i percorsi di crescita, i cambi di ruolo e le possibilità di sviluppo delle competenze. Rendere visibili questi passaggi significa ridurre le zone grigie e permettere alle persone di orientarsi meglio all’interno dell’azienda.

Regole chiare su diritti, rispetto e tutela delle persone

Un altro passaggio centrale è stato la redazione di un documento specifico dedicato alla violazione dei diritti e alle molestie sul luogo di lavoro. Uno strumento operativo che definisce comportamenti, responsabilità e modalità di intervento. A questo si affianca l’introduzione di sistemi di segnalazione per abusi e violenze fisiche o verbali, pensati per offrire un canale sicuro, strutturato e gestibile.

Affrontare questi temi in modo esplicito è stato uno dei passaggi più delicati del percorso, ma anche uno dei più necessari.

Un secondo rinnovo che parla di continuità

francesca monicoCome spiega Francesca Monico, socio dirigente Sofair e referente per le certificazioni: «Questo percorso ci ha aiutato a rendere esplicito ciò che prima era spesso implicito. Più regole chiare, più strumenti e più attenzione ai processi. Il secondo rinnovo conferma che non si tratta di un’iniziativa occasionale, ma di un lavoro che continua nel tempo».

Il valore del secondo rinnovo sta proprio nella continuità: le scelte fatte non restano sulla carta, ma diventano parte del funzionamento quotidiano dell’azienda.

Un percorso che continua

La conferma della certificazione parità di genere per il secondo anno consecutivo non è un punto di arrivo. È una tappa di un percorso partito con il nostro codice etico, che richiede ascolto, aggiornamento e capacità di migliorare.

Per Sofair, la UNI/PdR 125:2022 è oggi uno strumento di lavoro: serve a rendere l’azienda più ordinata, più leggibile e più solida, dentro e fuori.

21 gennaio 2026