Ignorare questi aspetti può tradursi in gravi danni economici e reputazionali. In questo articolo vedremo come orientarsi tra le normative sul packaging, quali sono le certificazioni più importanti da conoscere e quali azioni concrete intraprendere per restare sempre conformi.
Perché è importante la normativa imballaggi a livello europeo?
Negli ultimi anni, il settore del packaging ha avuto un ruolo sempre più centrale nell’economia europea. Si stima che solo dieci anni fa abbia generato un giro d’affari superiore ai 350 miliardi di euro, e il volume complessivo degli imballaggi utilizzati ha visto un incremento costante: da poco più di 60 milioni di tonnellate nel 2009, si è arrivati a superare gli 80 milioni nel 2021. Anche i rifiuti generati non sono da meno: ogni cittadino europeo, nel 2021, ha prodotto in media quasi 190 kg di rifiuti da imballaggio. Se non verranno adottate nuove politiche o correttivi efficaci, questo dato è destinato a salire, avvicinandosi ai 210 kg per abitante entro il 2030.
Ecco perché l’Unione Europea sta aggiornando in maniera continua e frequente la normativa imballaggi e i regolamenti.
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Perché la conformità normativa è fondamentale
In particolare, l’Italia si sta allineando alle direttive UE sull’economia circolare e sull’etichettatura ambientale. Dal 2023, ad esempio, è obbligatorio indicare la tipologia di materiale su tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia, per facilitarne il corretto smaltimento.
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Il panorama normativo sugli imballaggi e le sue evoluzioni: il Regolamento UE 2025/40
La Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio è stata protagonista negli ultimi 20 anni nel panorama europeo, imponendo limiti alle quantità di materiale usato e alla presenza di sostanze pericolose.Il panorama normativo europeo però sta cambiando in modo significativo con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2025/40, approvato il 19 dicembre 2024. Un documento corposo (71 articoli, 12 allegati e 188 considerando), che abroga la storica Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, integrando e modificando sia il Regolamento UE 2019/1020 (sorveglianza del mercato) sia la Direttiva UE 2019/904 (riduzione della plastica monouso).
A partire dal 12 agosto 2026 - con alcune eccezioni indicate all’articolo 70 - tutte le imprese dovranno adeguarsi a nuovi requisiti, tra cui:
- maggiori requisiti di sostenibilità degli imballaggi;
- obblighi più stringenti sulla riduzione degli imballaggi superflui;
- obbligo di utilizzo di materiali riutilizzabili o riciclabili in percentuali crescenti;
- obbligo di trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera: responsabilità estesa del produttore, registro dei produttori e sistema di deposito e restituzione degli imballaggi.
Criteri di progettazione degli imballaggi secondo il nuovo regolamento imballaggi
Affinché gli imballaggi possano essere immessi sul mercato dovranno:- essere progettati in modo da contenere la percentuale minima di PFAS;
- essere riciclabili: le materie risultanti siano di qualità tali da poter essere utilizzate in sostituzione delle materie prime di cui è composto
- per quelli in plastica, avere un contenuto minimo di materiale riciclato, con percentuali che varieranno in base al tipo di imballaggio;
- entro il 2030, essere concepiti in modo tale che il peso e il volume siano ridotti al minimo necessario per garantire la funzionalità a cui sono destinati.
Gli imballaggi in plastica che conseguenze avranno?
Dall'1 gennaio 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato nell'UE devono includere una percentuale minima di contenuto riciclato da rifiuti post-consumo, in peso, del:- 30% per gli imballaggi sensibili al contatto (alimenti o forniture mediche);
- 10% per gli imballaggi sensibili al contatto realizzati con materiali diversi dal PET, ad eccezione delle bottiglie di platica monouso per bevande;
- 30% per bottiglie di plastica monouso per bevande;
- 35% per tutti gli altri imballaggi
- 50% per imballaggi in plastica sensibili al contatto principalmente in PET;
- 25% per le plastiche sensibili al contatto non PET;
- 65% per le bottiglie monouso per bevande e tutti gli altri imballaggi in plastica.
Le altre normative sugli imballaggi
Oltre al Regolamento UE 2025/40 è importante attenersi e conoscere anche:- il Regolamento CLP (CE 1272/2008): fondamentale per l’etichettatura degli imballaggi contenenti sostanze chimiche.
- Regolamento REACH (CE 1907/2006): disciplina la registrazione e l’uso sicuro delle sostanze chimiche nei materiali di imballaggio.
- Normativa imballaggi sull’etichettatura ambientale (D.Lgs. 116/2020): prevede che ogni imballaggio riporti informazioni sulla composizione e sulle modalità di smaltimento (sul nostro sito è presente una sezione apposita). Attenzione perché dal 2028 entrerà in vigore l'etichetta ambientale armonizzata.
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Le certificazioni più richieste
- FSC® (Forest Stewardship Council): certifica che il materiale proviene da foreste gestite in modo responsabile.
- PSV (Plastica Seconda Vita): certifica i prodotti realizzati con plastica riciclata proveniente da raccolta differenziata o da scarti industriali. Indica l'impegno concreto dell'azienda nella promozione dell'economia circolare.
- ISO 14001: sistema di gestione ambientale per le aziende che vogliono ridurre l’impatto ambientale del proprio packaging.
- BRCGS Packaging Materials: standard globale di sicurezza per i materiali da imballaggio, molto richiesto nel food e pharma.
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Sanzioni e conseguenze della non conformità alla normativa imballaggi
Oltre alle sanzioni dirette, ci sono costi indiretti legati al blocco delle spedizioni, alla perdita di commesse, al richiamo dei prodotti e alla compromissione della reputazione aziendale. Per le aziende esportatrici, una mancata conformità può comportare il rifiuto della merce in dogana, con conseguenti ritardi e costi aggiuntivi.
Come evitare errori e sanzioni
- Mappare la propria filiera di approvvigionamento.
- Verificare le schede tecniche e le dichiarazioni di conformità dei fornitori.
- Richiedere certificazioni aggiornate e conformi alla destinazione d’uso.
- Formare periodicamente il team acquisti e qualità.
- Collaborare con partner affidabili che garantiscano supporto normativo e tecnico.
Nel mondo degli acquisti B2B, scegliere un packaging conforme e attenersi alla normativa imballaggi significa proteggere l’azienda da rischi concreti, migliorare l’efficienza della supply chain e costruire una reputazione solida. Le normative imballaggi non sono un ostacolo, ma una guida per operare con trasparenza e responsabilità.
Se hai dubbi o necessiti di una consulenza personalizzata, il team di Sofair è a tua disposizione!
10 aprile 2025