Riciclare in modo consapevole è l’arma segreta per un futuro migliore. Un concetto semplice ma parecchio importante, ribadito con forza in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo celebrata lo scorso 18 marzo. Effettuare una raccolta differenziata di qualità è uno sforzo al quale ciascuno è obbligato a tendere, per provare a invertire la tendenza del cambiamento climatico, la scarsità delle materie prime e lo sfruttamento delle risorse naturali. Proprio in questi giorni Conai ha stilato la previsione della percentuale di riciclo degli imballaggi del 2023, indicando una stima che al momento sembra soddisfare a pieno gli standard imposti dalla Comunità Europea entro il prossimo biennio.

La Global Recycling Foundation e la Giornata Mondiale del Riciclo

Fondata dalla Global Recycling Foundation, la Giornata Mondiale del Riciclo si celebra ogni anno il 18 marzo con lo scopo di promuovere il riciclo e l’economia circolare in tutto il mondo. Un’iniziativa utile e importante affinché ogni attore coinvolto si renda conto di quanto sia importante prendersi cura del pianeta, trasformando i rifiuti da semplici scarti in preziose risorse per un futuro più sostenibile. Le missioni della Giornata Mondiale del riciclo sono sostanzialmente due:

  1. sensibilizzare i leader della Terra sul tema del riciclo e dell’economia circolare, affinché questi temi non siano trattati come marginali ma come prioritari;
  2. fare in modo che le persone di tutto il mondo comincino a interrogarsi sul futuro del pianeta, evitando sprechi e lavorando per fare in modo che i rifiuti vengano visti sempre più come opportunità e non come un problema da risolvere. Perché i rifiuti generano valore materiale e immateriale.

La previsione del riciclo nel 2023 per il settore degli imballaggi

La statistica relativa al mondo degli imballaggi riferisce che nel corso del 2023 la percentuale di prodotto avviata correttamente a riciclo dovrebbe attestarsi attorno al 75%. Un dato importante, che indica quanto la strada intrapresa negli ultimi anni stia dando risultati sotto il profilo della sensibilizzazione e degli strumenti messi in campo per assolvere al delicato compito imposto dall’Agenda Europea, che peraltro impone agli stati membri di arrivare al 65% entro i prossimi due anni.

A farla da padrone tra i materiali meglio riciclati si trovano la carta e il cartone con più dell’85% degli imballaggi avviati correttamente a riciclo, segue il vetro con l’80%, l’acciaio con il 77%, l’alluminio con il 67%, il legno con il 63% e infine la plastica e la bioplastica con il 59%.






Italia al primo posto come “nazione riciclona”, ma non basta

Il rapporto stilato da Conai prevede che nel 2023 vengano immessi a riciclo circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi. Una vera e propria montagna, che necessita un controllo e una sorveglianza speciale affinché non finisca nel posto sbagliato al momento sbagliato. La pandemia ha di parecchio spostato le abitudini al consumo di gran parte della popolazione, dando un notevole impulso al settore degli imballaggi di qualsiasi tipo. Trascurare un particolare o non dedicare sufficiente attenzione a un processo di smaltimento e conferimento potrebbe causare danni notevoli all’ambiente, rivedendo parzialmente o interamente le previsioni percentuali sin qui stilate.

Anche perché l’Italia, considerando i primi cinque stati in Europa per potenza economica, si trova al primo posto per il riciclo di rifiuti. Il dato più alto di tutta l’Unione Europea. Senza ombra di dubbio un bel primato, che necessita però di continuo lavoro e monitoraggio. 

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22 aprile 2023