Dal primo luglio 2023 sono previsti aumenti per tre fasce del Contributo Ambientale Conai (CAC) plastica al fine di adeguare il valore ai costi necessari per avviare a riciclo le tipologie di imballaggi in plastica incluse in quelle fasce.

Ma che cos’è esattamente il CAC? E perché bisogna pagarlo?

Il CAC è il fondamento che sta alla base del riciclo e della raccolta differenziata, poiché rappresenta la forma di finanziamento con cui CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclo e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. A regolare e gestire il contributo ambientale è il CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, che una volta ricevuto il contributo da parte dei soggetti obbligati, lo utilizza per assicurare e garantire il funzionamento della filiera del riciclo e del rigenero.

Chi deve pagare il Contributo Ambientale Conai?

È necessario pagare il CAC in casi differenti, che vengono resi noti direttamente dal Consorzio. Sono principalmente tre i soggetti chiamati all’obbligo consortile: • le aziende produttrici o importatrici di imballaggi, nel momento in cui l’imballaggio finito viene venduto al primo utilizzatore (anche un commerciante o distributore); • le aziende produttrici di materia prima nel momento in cui quest’ ultima viene ceduta a un utilizzatore “auto-produttore”, ossia a chi fabbrica l’imballaggio e lo riempie; • sono inoltre tenuti al pagamento del contributo anche i materiali di imballaggio e gli imballaggi acquistati all’estero (sia UE che extra UE) in quanto il loro utilizzo darà luogo a rifiuti sul territorio nazionale.

Quanto varierà il CAC?

Il CAC della fascia A1.2 passerà da 60 a 90 euro/tonnellata. Il CAC della A2 da 150 a 220 euro/tonnellata. E il CAC della B2.2 da 410 a 477 euro/tonnellata.

Quali riferimenti normativi regolano il contributo ambientale?

Il testo che regola e norma tutta la filiera del consorzio è il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, detta anche Legge Bosetti e Gatti. Al comma 224.1 si specifica infatti che per raggiungere gli obiettivi globali di recupero e di riciclaggio e per garantire il necessario coordinamento dell'attività di raccolta differenziata, i produttori e gli utilizzatori partecipano in forma paritaria al Consorzio nazionale imballaggi.

E a livello fiscale?

Il CAC esposto in fattura va considerato corrispettivo di una prestazione accessoria e quindi:

  • rientra nel campo di applicazione IVA;
  • va valutato ai fini della fatturazione elettronica obbligatoria, introdotta dall’art. 1, commi 909 e ss., della legge 27 dicembre 2017 n. 205.

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20 giugno 2023