Nell’ultimo anno è stato un susseguirsi di notizie sulla
diminuzione del CAC (Contributo Diversificato Conai) per la carta, passato
attraverso diverse manovre dai 55 euro a tonnellata del luglio 2021 ai 5 euro a
tonnellata della scorsa estate. Un’escalation importante che senza ombra di
dubbio ha orientato il mercato verso un utilizzo consapevole della cellulosa,
ma ora è il turno anche di altri materiali come plastica, plastica
biodegradabile e compostabile, acciaio, legno e vetro. Un'operazione che potrebbe far risparmiare alle aziende nel
corso del prossimo anno qualche cosa come 170 milioni di euro: una cifra
significativa se si pensa al momento che l’economia nazionale sta
attraversando. Coinvolta in un turbinio di incertezze derivate dallo scenario
geopolitico, dai rincari delle materie prime e dalla scarsità delle risorse.

A cosa è dovuto questo taglio improvviso al
contributo?

I Consorzi di filiera si trovano nella condizione idonea per poter
attingere alle rispettive riserve economiche, inoltre i valori dei materiali
riciclati sul mercato pur presentando in alcuni casi una prima significativa
flessione, si mantengono ancora alti, continuando così a generare effetti
positivi per il sistema consortile. Anche per la plastica.

Quali saranno i nuovi contributi per gli imballaggi in plastica?

Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il
recupero degli imballaggi in plastica) ha fatto sapere che le riduzioni saranno
valide a partire dall’1 gennaio 2023 e che sarà in vigore una nuova
classificazione in 9 diverse fasce con differenti valori contributivi.

  • La vecchia fascia A1, il cui CAC era pari
    a 60 euro/tonnellata, sarà divisa in due: A1.1 e A1.2, per
    separare gli articoli sui quali COREPLA riconosce un corrispettivo per le
    attività di rigenerazione e riciclo. Per la A1.2 il CAC
    resta invariato. Per la A1.1, invece, scende a 20
    euro/tonnellata.
  • Invariata la fascia A2, e invariato anche
    il suo CAC (150 euro/tonnellata). 
  • Divisa in due fasce anche la B1: si divide
    in B1.1 e B1.2, con l’obiettivo di separare gli articoli in PET
    (in B1.2) dagli articoli in HDPE (che saranno in B1.1). Per entrambe le fasce
    il CAC rimane pari a 20 euro/tonnellata.
  • Scomposta in tre fasce la vecchia fascia B2. I
    contenitori rigidi in polipropilene rientreranno in B2.1, per cui il CAC
    passa da 410 a 350 euro/tonnellata. Gli articoli riciclabili a base
    poliolefinica passano nella fascia B2.2, il cui CAC resta pari a 410
    euro/tonnellata. Nasce invece la fascia B2.3 per accogliere quegli
    imballaggi con filiere di riciclo sperimentali e in consolidamento, che escono
    dalla fascia C. Per loro, un passaggio dai 560 euro/tonnellata della
    fascia C a 555 euro/tonnellata.
  • La fascia C, pur assottigliata, resta in
    vigore per gli imballaggi non ancora selezionabili o riciclabili allo stato
    delle tecnologie attuali. Per loro il CAC non varia: 560 euro/tonnellata.

Attenzione però a quel che succederà da luglio, con
l’aumento del CAC per 3 fasce


Dall’1 luglio 2023 sono previsti aumenti per tre fasce del CAC plastica:
quella della fascia A1.2 passerà da 60 a 90 euro/tonnellata, quello della
A2 da 150 a 220 euro/tonnellata e infine quello della B2.2 da 410
a 477 euro/tonnellata.

Non sai a quale fascia appartengono i tuoi imballaggi? Ecco
una breve guida

Di seguito un breve riepilogo delle nuove fasce degli imballaggi in
plastica, con relativi esempi di applicazione:

• FASCIA A.1: imballaggi rigidi e
flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e
consolidata, in prevalenza gestiti in circuiti C&I
FASCIA A.1.1: sacchi tessuto per usi
industriali, boccioni per distributori d’acqua, cassette della frutta, cestelli
portabottiglie, pallet in plastica, mandrini, taniche
FASCIA A.1.2: fusti e cisternette in
HDPE, compresi tappi e chiusura.

• FASCIA A.2: imballaggi flessibili con una
filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in
prevalenza da C&I ma significativamente presenti in raccolta differenziata
urbana. Rientrano in questa fascia cappucci per copertura pallet, film per
pallettizzazione, film termoretraibile, pluriball ed altri cuscini ad aria.

• FASCIA B.1: imballaggi con una filiera
industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da
Circuito Domestico
FASCIA B.1.1: bottiglie, flaconi, taniche
e altri contenitori rigidi - capacità fino a 5 litri - in HDPE di colore
diverso dal nero o nero selezionabile, senza etichetta coprente e privi di
cariche minerali. Tappi tethered per contenitori per bevande di qualsiasi fascia
FASCIA B.1.2: bottiglie, barattoli e
flaconi in PET trasparenti o trasparenti colorati, senza etichetta coprente in
plastica o stampa diretta su di esse

• FASCIA B.2: altri imballaggi
selezionabili / riciclabili da circuito domestico e/o C&I
FASCIA B.2.1: imballaggi rigidi in PP
monopolimero di colore diverso dal nero, privi di cariche minerali, diversi da
quelli di Fascia A1, B1 e C.
FASCIA B.2.2: borse riutilizzabili,
erogatori meccanici (spruzzini), tappi, chiusure di coperchi rigidi diversi da
quelli descritti in precedenza, etichetti coprenti o non coprenti, imballaggi
flessibili in PE monopolimero, seminiere e cassette in PS espanso, elementi di
protezione in PS espanso.
FASCIA B.2.3: bottiglie, barattoli e
flaconi in PET opachi, bottiglie, barattoli e flaconi in PET con etichetta
coprente, grucce e appendiabiti, imballaggi termoformati in PET, imballaggi
rigidi in PS non espanso

• FASCIA C: Imballaggi per i quali non
risultano attività di riciclo in corso o non selezionabili/riciclabili allo
stato delle tecnologie attuali. Tutte le tipologie di imballaggi non presenti
nelle liste dei gruppi precedenti sono da considerarsi afferenti la fascia C.

17 novembre 2022